Hyraceum, urina fossile profumata

Hyrax

L’Hyrax è un grosso topo sudafricano, delle dimensioni di un coniglio, chiamato topo elefante dagli africani per via di una supposta parentela con i pachidermi.

Esistono attualmente quattro specie di Hyraxes: Rock Hyrax ( Procavia capensis), Yellow-Spotted Hyrax (Heterohyrax brucei), Southern Tree Hyrax, (Dendrohyrax arboreus), Western Tree Hyrax, (Dendrohyrax dorsalis)

Esso appartiene all’ordine Hyracoidea e alla famiglia Procaviidae.

Ci sono evidenze fossili della presenza di Hyraxes risalenti a circa 40 milioni di anni fa, in origine essi avevano la dimensione di piccoli cavalli o di piccoli orsi e, le poche modificazioni subite nel corso dell’evoluzione spiegano la gravidanza insolitamente lunga di 7 o 8 mesi.

Una leggenda africana racconta che quando il leone, il re degli animali, stava distribuendo le code, diede alla scimmia quella dell’Hyrax, affinchè gliela portasse.

La scimmia pensò che la coda dell’Hyrax potesse essere aggiunta alla sua e se la tenne. Per questo l’Hyrax è destinato ad essere un animale senza coda.

Vivono tra le rocce e amano il sole.

Buona parte della loro vita sociale si svolge nelle latrine, dove la comunicazione feromonale legata agli odori è agevolata.

Gli odori giocano un ruolo fondamentale nella vita degli Hiraxes, essi, infatti, sono dotati di una ghiandola dorsale lunga dai 25 ai 75mm che secerne un fluido odoroso con il quale essi comunicano tra di loro e emanano i segnali di predisposizione all’accoppiamento.

L’Hyrax maschio attira la femmina con le sue secrezioni e la femmina comunica al maschio la sua disponibilità all’accoppiamento.

I feromoni vengono utilizzati dalle madri per riconoscere i figli, infatti esse marcano i cuccioli con la loro secrezione per poterli identificare.

Quel che importa al profumiere è però la latrina del topo.

Le latrine, meglio di facebook per l’Hyrax, sono le stesse negli anni e nei secoli.

Lì il topo raccoglie informazioni sugli altri, apprende notizie sullo stato di salute dei suoi amici e sulle femmine disponibili, le differenze con il social network sono davvero poche.

E l’urina dell’Hyrax, mista a escrementi, pollini e residui di piante e di cibo, nel corso dei secoli e complici le temperature del Sudafrica si solidifica e si fossilizza, il fossile è chiamato Hyraceum o Africa Stone.

Il risultato è una durissima pietra di colore tra il nero e il marrone, dal’odore misto fra il castoreum e lo zibetto, terroso, urinoso, una stalla ricoperta di patchouly, odore sessuale e attraente, molto forte a primo impatto, sempre più piacevole col passare del tempo.

L’Hyraceum è utilizzato da secoli nella medicina tradizionale africana come antiepilettico, e recenti studi internazionali hanno dimostrato una effettiva azione della sostanza a livello dei recettori GABA-benzodiazepine.

http://www.scielo.org.za/scielo.php?pid=S0038-23532007000600004&script=sci_arttext

E’ usato anche per problemi di stomaco, otiti, infezioni, difteriti e mal di schiena oltre che come tranquillante.

La scoperta da parte dei profumieri è relativamente recente.

L’Hyraceum è un ottimo fissativo animale e conferisce ai profumi una nota fortemente animalesca.

L’odore è molto particolare, diverso dalle altre note animali, più ruvido e con un tono terroso più marcato.

Va provato, per comporre profumi, per aggiungerlo ai vostri e renderli più particolari o semplicemente per dire di averlo sentito almeno una volta.

Una nota, sbriciolare la pietra per ottenere la tintura è davvero molto impegnativo e richiede giorni di martellate.

Pubblicato in Profumi | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

La singolare teoria di Chandler Burr

GIOTTO,   CRUCIFIX,    FLORENCE, OGNISSANTI CHURCH

Chandler Burr ha sostenuto, a Firenze, durante il Pitti, che la profumeria ha dignità di esistere solo fino a che utilizza sostanze sintetiche.

Secondo l’esperto americano il profumo non può essere definito arte se utilizza soltanto sostanze naturali.

Al di là del fatto che la definizione del profumo come arte è cosa controversa, il concetto di estetica di Burr resta quantomeno singolare.

Se l’avessi scritto io mi avrebbero accusato nel giro di pochi minuti di essere un talebano del naturale, di non capire lo spessore intellettuale di Burr e di voler tirare acqua al mio mulino.

Io personalmente sono già molto scettico sul fatto di considerare il profumo arte.

E, se pure lo volessimo considerare arte, a che titolo dovremmo togliere libertà all’artista dicendogli cosa deve usare perché la sua opera possa essere considerata arte?

E in base a quale criterio le materie prime naturali non sono in grado di comporre un’opera d’arte mentre delle molecole sintetizzate in laboratorio si?

Poi arriva una persona molto più qualificata di me, Blake Gopnik, e, sul Newsweek, scrive questo:

“This leads to a peculiar notion of Burr’s: that only perfumes that include man-made aromas are worthy works of art. He dismisses early scents, made only of naturally occurring ingredients, as “artisanal products.” The medium only came into its own, he says, after 1884, when a creation called Fougère Royale—“the first work of olfactory art ever created”—included newly synthesized scent molecules.

To count as art, Burr insists, “a thing must be artificial; it is impossible to create art entirely with nature”—which would come as a surprise to the medieval masters who sourced all their paints in the natural world. Burr, self-taught in aesthetic theory, seems to have conflated the artifice found in art with a chemist’s idea of the artificial, and now he won’t let go of that conflation.”

A voi le considerazioni.

Pubblicato in Profumi | Lascia un commento

Il tramonto dell’euro e dell’europa

L’unione europea continua a creare problemi, come sempre ha fatto e come è congegnata per fare.

Una delle ultime novità è una folle regolamentazione sulla produzione dei profumi, di cui tanto si sta parlando sui blog di settore e anche sulla stampa tradizionale.

L’ue ci tutela, dicono loro, da fantomatiche allergie.

Così come l’euro, dicono i luogocomunisti ci tutela dalla Cina e da innumerevoli flagelli e disgrazie che ci vengono presentati di giorno in giorno.

Qualche mente lucida c’è ancora, leggete e fate leggere a chi vi dice che se uscissimo dall’euro saremmo mangiati dall’inflazione e che il problema è tutto del debito pubblico, il meraviglioso libro di Bagnai, Il tramonto dell’euro.

Bagnai è professore di economia a Pescara, è autore del blog goofynomics e spiega in modo chiaro tante cose che forse nessuno vi ha mai detto.

Cosa c’entra tutto questo coi profumi? c’entra, perché continuando a credere nel folle sogno dell’europa presto dovremo rinunciare anche alla realtà dei profumi. Oltre alla realtà della vita e della democrazia, ma questa è un’altra storia.

 

Pubblicato in Profumi | Lascia un commento

Lo Zibetto, Civettictis civetta, il feromone animale

Il profumo preferito dalla Regina di Saba.

Lo zibetto è una delle ragioni più valide per amare la profumeria. Continua a leggere

Pubblicato in Profumi | Lascia un commento