La foto, essendo bella, non può che essere di Viola Cangi
Il problema è sempre lo stesso: definire i confini dell’arte.
Non si può prescindere dall’esistenza degli stessi.
Chi toglie il confine a uno Stato è responsabile della sua morte.
Esiste una sola arte o tante arti, ognuna con le sue frontiere e i suoi valichi di confine?
E’ forse questo lo spunto che ha dato origine a Perfhumance, la mostra di quadri e profumi presso la Ulysse Gallery di Roma.
Angelo Orazio Pregoni ha realizzato quattro dipinti in bottiglia, utilizzando al posto dei colori ad olio gli olii profumati e interpretando in forma liquida le suggestioni di quattro grandi artisti contemporanei.
La sonorità sessuale del tango è nella carnalità conturbante e animale de Labrazo. Ugo Attardi ha dipinto milonghe fumose e piene di carica erotica, Angelo Pregoni ha dipinto il desiderio sessuale in 50 ml.
La pittura plastica di Sidival Fila e suoi chiari richiami a Fontana sono trasformati in un profumo che taglia la tela e si interroga sulla natura della femminilità e del contrasto, Lonciale.
I temi sociali e politici di Gianfranco Goberti fanno riflettere sulla possibilità di un profumo impegnato: Laccordo.
Le angosce e le contraddizioni di Giorgio Galli ci fanno annusare un profumo incompleto, come tutta l’arte del resto: Lideale.
Ognuno di noi deve completare l’opera d’arte davanti alla quale si trova, noi siamo il colore segreto di un quadro immortale e l’ingrediente nascosto del profumo perfetto.









